AGHI appuntiti, odore di alcool e smorfie di dolore addio. Le iniezioni tradizionali stanno per diventare storia: presto le medicine si somministreranno con una micro-placchetta da poggiare sul braccio. Una specie di futuristico chip che sfrutta la tecnologia delle stampanti ad aghi, e grazie ad una serie di minuscoli aghetti inietta il medicinale ma ad uno strato superficiale della pelle, senza andare a fondo e attivare così i recettori del dolore.
Il chip, che usa un sistema brevettato dalla Hewlett Packard, è in fase di sperimentazione dall'azienda di apparecchiature mediche Crospon, che lo ha adattato per poter essere usato sull'uomo. (Guarda le foto)
Finora solo sostanze che possono essere assorbite direttamente dalla pelle, come la nicotina, possono venire somministrate attraverso cerotti transdermici. Ma la maggior parte dei medicinali sono fatti di molecole più grosse e devono essere iniettati oltre lo strato superficiale della pelle, con aghi tradizionali.
Il nuovo patch utilizza 150 microaghi e promette molti vantaggi: secondo Hewlett Packard, la dose esatta da somministrare ed anche il momento in cui farlo potrebbero essere regolati da un microchip: niente più errori e dimenticanze, quindi. E senza soffrire: la sensazione dei microaghi sulla pelle equivale alla "leccata di un gatto", ha spiegato alla Bbc il professor Brian Barry, dell'università di Bradford, esperto di dermatologia.
La minirivoluzione potrebbe essere a portata di mano già fra tre anni, ma qualche rischio c'è. Rimane da chiarire, spiegano gli scienziati, se il fatto di forare più volte lo strato superficiale della pelle, lo strato corneo, invece di togliersi il pensiero una volta per tutte con un buco più in profondità, non esponga a rischi di infezioni batteriche. Non meno irrilevanti sono i costi del gioiellino, che potrebbero rimanere a lungo alti, non competitivi con quelli delle iniezioni tradizionali.
FONTE repubblica.it |